La fase più dura della guerra in Siria inizia ora. In pochi giorni sono stati abbattuti un caccia russo, uno israeliano e, infine, un elicottero turco. Poi è stata la volta dei bombardamenti israeliani e americani contro le postazioni di Damasco.

Nelle ultime ore si è quindi registrata una nuova fase – più complessa – della guerra in Siria. È il momento in cui le alleanze si compattano e si sfaldano. Il momento della svolta: il conflitto può infiammarsi ancor di più oppure concludersi. Le prossime mosse nello scacchiere mediorientale ci diranno in che direzione andremo.

L’unica certezza è la svolta. Hezbollah ha spiegato che l’abbattimento dell’F16 israeliano rappresenta “l’inizio di una nuova era strategica che pone fine alla violazione dello spazio aereo e del territorio  siriano”.

In effetti, fino ad ora Damasco non aveva mai osato abbattere un aereo dell’aviazione israeliana, nonostante le numerose incursioni dei caccia con la stella di Davide. L’Iran, sponsor del Partito di Dio, ha fatto sapere che “può distruggere tutte le basi militari americane nella regione” e “creare un inferno per il regime sionista” (ovvero Israele Ndr).

La replica del primo ministro Benjamin Netanyahu non si è fatta attendere: “Israele si difenderà contro ogni aggressione ed ogni tentativo di violare la sua sovranità”. Il Dipartimento di Stato americano ha invece fatto sapere che “gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati per l’escalation delle violenze sul confine israeliano e sostengono fortemente il diritto sovrano di Israele di difendersi. Condividiamo le preoccupazioni di molti nella regione sulle attività destabilizzanti dell’Iran che minacciano la pace internazionale e la sicurezza e cerchiamo una più grande risolutezza internazionale nel contrastare le attività maligne dell’Iran”.

Al solito, la Russia ha giocato di diplomazia, inviando un messaggio ai diversi attori sul campo: “Invitiamo con forza tutte le parti coinvolte a mostrare moderazione e a evitare ogni azione che possa portare a complicare ulteriormente la situazione. È assolutamente inaccettabile creare minacce alle vite e alla sicurezza dei soldati russi che sono in Siria su invito del governo legale per aiutare nella lotta contro il terrorismo”. L’unica posizione accettabile per Mosca che non può permettersi di perdere né Israele né Iran e Siria.

I rischi di un conflitto più esteso oggi sono molto più grandi. E la possibilità che si giunga a una “terza guerra mondiale a pezzi”, come l’ha definita papa Francesco, si fa più concreta.

L’articolo Siria, la nuova fase del conflitto
che può infiammare il Medio Oriente
 proviene da Gli occhi della guerra.