di Luciano Lago

L’Assemblea dell’ONU ha approvato una risoluzione presentata dalla Turchia e dallo Yemen che considera nulla e senza effetto la decisione statunitense di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

Il testo approvato con 138 voti a favore, 9 contrari e 35 astensioni. La risoluzione richiamava tutti i paesi amanti della pace ad approvarla.

Gli USA risultano  del tutto isolati nel consesso internazionale per causa della decisione unilaterale presa da Trump. La risoluzione approvata con maggioranza schiacciante dimostra che la stragrande maggioranza dei paesi del mondo vogliono il rispetto della legalità internazionale,  ovvero il mantenimento dello status speciale di Gerusalemme come città sacra alle tre religioni  che non può essere violato unilateralmente da una delle parti.

Di fronte alla netta sconfitta subita dagli USA, la rappresentante statunitense all’ONU, Nikki Halley, ha una reazione rabbiosa:

‘Gli Stati Uniti ricorderanno questo giorno”, ha detto la Halley.
“La decisione dellONU non cambia le cose, ‘L’America trasferirà la nostra ambasciata a Gerusalemme – ha proseguito la Haley – Nessun voto alle Nazioni Unite farà la differenza”. “Ci siamo segnati i paesi che ci hanno votato contro e che ci hanno mancato di rispetto, quando diamo contributi generosi all’Onu ci aspettiamo legittimamente che il nostro favore venga riconosciuto e rispettato”, ha proseguito.

Nikki Haley rappresentante USA all’ONU

Queste le farneticanti dichiarazioni della Nikki Halley che dimostrano quale sia la mentalità di Washington nei rapporti con il resto del mondo: il mondo si deve adeguare agli USA perchè sono i più forti e pagano, gli altri non contano e tanto meno i diritti dei popoli. Una smascherata mentalità neocolonialista ed imperiale che dimostra quale sia la filosofia di Trump e delle entità del “deep state” che guidano la sua politica.

La mentalità dei neocolonizzatori non comprende concetti come la dignità, l’onore o la lealtà, tutto è quantificabile e il favore e la sottomissione dei governi e dei politici si compra a suon di dollari.

Era tempo che gli “esportatori di democrazia” gettassero la maschera, oggi questo è avvenuto.

via Controinformazione