Tony Blair ha dichiarato che il Regno Unito “deve” appoggiare qualsiasi intervento militare guidato dagli Stati Uniti in Siria o dare “carta bianca” per l’uso futuro di armi chimiche. L’ex primo ministro ha invitato Theresa May ad agire e ha dichiarato di non aver bisogno dell’approvazione dei parlamentari tramite un voto in Parlamento.

Parlando dopo il presunto attacco chimico nella città di Douma che secondo quanto riferito ha ucciso 70 persone e ferendone 500, Blair ha detto che i responsabili devono essere “chiamati a rendere conto” dei propri crimini.

Blair ha detto che la Gran Bretagna dovrebbe sostenere gli attacchi aerei degli Stati Uniti sulle forze di Assad, aggiungendo: “Se gli Stati Uniti stanno agendo, dovremmo essere pronti a stare al loro fianco“. Ha anche detto che non pensava che fosse “necessario” che il primo ministro chiedesse ai parlamentari di votare sulla questione perché le truppe di terra non sarebbero schierate.

Ha detto: “Loro (le truppe di Assad, ndr) stanno vincendo, ma stanno vincendo perché i loro sostenitori esterni sono pronti ad intervenire e ad impegnarsi e, francamente, non siamo stati in grado di farlo”.

Intervenuto durante il programma radiofonico Today, trasmesso da Bbc 4, Blair ha apertamente esortato il primo ministro Theresa May a prendere una concreta iniziativa nei confronti del sostegno all’azione bellica che gli Stati Uniti vorrebbero intraprendere. L’ex primo ministro, infatti, sostiene che un’eventuale inazione sarebbe sostanzialmente come dare “carta bianca” al regime di Assad per operare altri attacchi con armi chimiche in futuro.

Ha aggiunto: “È importante rendersi conto che se permettiamo che rimanga incontrollato e senza risposta, ovviamente il regime di Assad e i suoi sostenitori outsider in Russia e Iran si sentiranno incoraggiati a fare di più, quindi penso che sia importante che reagiamo“.

Nel corso dell’intervista, tale giustificativo è stato utilizzato per legittimare la sua decisione di intervenire per invadere l’Iraq di Saddam Hussein: “se non fossimo intervenuti in Iraq, oggi pagheremmo le conseguenze del non intervento, come sta succedendo in Siria”, ha dichiarato durante la trasmissione sulla Bbc.

Il primo ministro, tuttavia, ha la memoria corta, e non ricorda che egli stesso nel 2015 ebbe modo di sconfessare le decisioni proprie e di George W. Bush in Medio Oriente. L’invasione operata da Usa e Regno Unito è infatti illecita sul piano del diritto internazionale, fondata sulla fabbricazione di una prova falsa quale quella somministrata dall’ex Segretario di Stato americano Colin Powell al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che dette il via ad una mattanza di civili senza precedenti.

Tuttavia, nonostante la denuncia dell’ex generale iracheno in pensione Abdulwaheed al-Rabbat, intenzionato a portare avanti un contenzioso privato contro i crimini di guerra perpetrati dall’ex leader dei laburisti inglesi, l’Alta Corte di Londra, nelle persone dei giudici Lord Thomas of Cwmgiedd e Justice Ouseley, hanno assolto Tony Blair e il suo ministro degli Esteri Jack Straw dalle accuse rivolte loro dal militare iracheno, poiché nella legislazione inglese non esiste alcun tipo di accusa collegato ai capi di imputazione formulati.

“L’invasione e la conseguente occupazione hanno provocato la morte di centinaia di migliaia di individui e lo sfollamento di oltre 4 milioni di persone tra cui il generale al-Rabbat che ha dovuto cercare rifugio e rifugio in un altro Paese”.

“L’Iraq è stato lasciato decimato e in uno stato di instabilità cronica. Nonostante tutto questo, e le chiare conclusioni dell’indagine Chilcot che ha messo a nudo la condotta di coloro che dovrebbero essere tenuti in considerazione, l’alta corte ha confermato che non ci dovrebbe essere alcuna responsabilità. I responsabili restano impuniti. Questa non è giustizia” aveva dichiarato in tale occasione Imran Khan, l’avvocato del generale al-Rabbat.

Già nel novembre 2016 la Corte di Westminster aveva bloccato i procedimenti nei confronti di Tony Blair, nonostante fossero venute fuori le informazioni del rapporto Chilcot, che aveva esposto l’inutilità e la pericolosità del conflitto scoppiato in Iraq nel 2003, che causò un totale di oltre un milione e mezzo di vittime tra bombardamenti ed effetto delle sanzioni imposte a Baghdad.

via Occhi della Guerra