La Legge sull’Autorizzazione alla Difesa Nazionale americana per l’anno fiscale 2019 include 250 milioni di dollari in aiuti militari all’Ucraina per fare la guerra alla propria popolazione, 50 milioni di dollari in più rispetto all’anno fiscale 2018.

Queste armi e munizioni, insieme all’addestramento da parte delle forze speciali statunitensi e britanniche, rivelano un’aggressione contro gli ucraini del Donbass che si può definire guerra civile.

Il regime di Trump sta inviando ai golpisti di Kiev, installati dagli Stati Uniti, altri 10 milioni di dollari in aiuti militari, in seguito alla provocazione dello Stretto di Kerč’, orchestrata dagli Stati Uniti il 25 novembre – una flagrante violazione ucraina delle acque territoriali russe, con Mosca incolpevolmente accusata di una sua azione illegale.

Tutto ciò che sta accadendo in Ucraina in relazione al militarismo, alla belligeranza e alle provocazioni correlate è orchestrato e controllato da Washington, probabilmente in combutta con la Gran Bretagna.

I regimi dominanti in entrambi i paesi sono militantemente ostili nei confronti della Russia – sono su un percorso che porta verso la Terza Guerra Mondiale che ho suggerito in un precedente articolo.

Ecco dove andranno le cose se continueranno il loro corso sconsiderato – la follia di una possibile guerra nucleare, che se prenderà il via sarà in grado di porre fine alla vita sulla Terra.

A metà dicembre, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Marija Zacharova ha detto esplicitamente: “Kiev intende mettere in scena una provocazione armata sulla linea di contatto (con il Donbass) per approfittare della Legge Marziale dichiarata in particolare nelle regioni di Donetsk e Lugansk, e lanciare una rapida offensivo contro Mariupol, per conquistare le zone costiere del Mare d’Azov attualmente controllate da Donetsk e raggiungere il confine russo”.

Migliaia di truppe ucraine sono mobilitate vicino al confine con il Donbass, bombardamenti intermittenti sono in corso prima di quella che la Russia ritiene sia un’imminente offensiva su vasta scala.

Sabato, gli insediamenti del Donbass di Doneckij, Kalinovka, Sokol’niki e Žolobok sono stati attaccati da mortai ucraini, lanciagranate e altre armi.

Il Cremlino ritiene che l’intenzione dell’aggressione di Kiev contro il Donbass possa essere una scusa per il fantoccio installato dagli Stati Uniti, Poroshenko, per annullare le elezioni presidenziali di marzo, che non ha alcuna possibilità di vincere – la guerra servirà come comoda tattica diversiva.

Alexander Turchinov, il cosiddetto capo della sicurezza nazionale/capo del Consiglio di Guerra, ha dichiarato che potrebbe essere messa in scena un’altra provocazione in stile Stretto di Kerč’. Ha esortato la NATO a farsi coinvolgere, ma le sue navi difficilmente entreranno nelle acque russe senza il permesso,anche se è chiaro che non faranno nulla di buono.

La scorsa settimana, 41 senatori bipartisan degli Stati Uniti hanno presentato una risoluzione, chiedendo “una pronta operazione multinazionale per favorire la libertà di navigazione nel Mar Nero e la cancellazione del gasdotto Nord Stream 2 in risposta alle recenti azioni aggressive della Russia (sic) nello Stretto di Kerč’ e nel Mare d’Azov”.

Allo stesso tempo, il regime britannico di Theresa May ha intensificato la retorica ostile contro la Russia, definendo falsamente il Cremlino una minaccia per la sicurezza del Regno Unito – una tattica diversiva, che cerca di spostare l’attenzione dal suo disastroso accordo Brexit/niente Brexit, fortemente contrastato dai parlamentari, tra cui circa 100 Conservatori.

I senatori statunitensi hanno anche invitato le nazioni dell’UE a negare l’accesso ai loro porti alle navi russe. Vogliono che più armi pesanti vengano fornite all’Ucraina, per sostenere la sua aggressione contro il Donbass.

Lo scorso mercoledì, il Presidente della Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), Denis Pushilin, ha avvertito di un’aggressione da parte delle forze ucraine, compreso l’uso di “agenti chimici… rilasciati sul territorio della DPR”, aggiungendo:

“Ci sono prove che gli americani hanno già preparato frammenti di proiettili da combattimento contaminati da veleni per dare credibilità alle accuse contro DPR e Russia”.

“Credo che lo scopo della provocazione sia scatenare le ostilità nel Donbass e cancellare le elezioni presidenziali in Ucraina, che Poroshenko non ha possibilità di vincere”.

Tutti i piani sono orchestrati e controllati dai “servizi speciali statunitensi e britannici”. Elementi come i Caschi Bianchi, collegati con Al-Qaida in Siria, intendono produrre “materiali video falsificati” per incolpare ingiustamente il Donbass e la Russia per quello che loro stessi stanno pianificando di mettere in scena.

Separatamente, secondo Fort Russ [in inglese], il parlamentare ucraino Vitalij Kupry “ha presentato al Parlamento un progetto di appello al presidente del paese, Petro Poroshenko, che contiene la richiesta di dichiarare guerra alla Russia”.

Si intitola “Progetto di decreto sull’appello alla Verchovna Rada (Parlamento) dell’Ucraina al presidente ucraino in merito alla dichiarazione di guerra, alla rottura delle relazioni diplomatiche e alla soppressione delle comunicazioni tramite mezzi di trasporto con la Federazione Russa”.

In seguito alla provocazione dello Stretto di Kerč’, avvenuta il 25 novembre in Ucraina, il regime di Poroshenko ha posto fine al Trattato sull’Amicizia, la Cooperazione e il Partenariato con la Russia del 1999, a partire dal’1 aprile 2019.

Mosca ha biasimato la mossa come un atto ostile. Poroshenko può estendere la legge marziale nelle zone al confine con la Russia oltre la fine dell’anno. Le sue mosse sono orchestrate, finanziate e sostenute dai membri della linea dura del regime di Trump e dal Congresso.

La Russia vuole pace e stabilità lungo il suo confine. Azioni ostili da parte degli Stati Uniti, del loro regime fantoccio di Kiev e della Gran Bretagna non lasciano altra scelta che prepararsi alla guerra in Donbass o, se scoppierà, tra i due paesi.

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Articolo di Stephen Lendman pubblicato il 25 dicembre 2018 sul suo sito
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]