Nel 1983 l’allora presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, aveva definito l’Unione Sovietica l’impero del male. E secondo USA Today questa definizione è valida ancora oggi, alla luce dei tentativi di Vladimir Putin di ripristinare l’antica grandezza della Russia attraverso azioni illecite a livello globale.

“La Russia di oggi è una versione pallida del regime comunista, che alla fine si è disintegrato nel 1991. Tuttavia, il presidente russo Vladimir Putin, notoriamente rammaricato per questo evento, vuole in parte ripristinare la gloria precedente”, scrive la pubblicazione.

La Russia, cercando di ripristinare l’antica grandezza, crea illegalità nell’arena internazionale. A sostegno di questa tesi la pubblicazione indica l’invasione russa in Georgia e Ucraina, l’annessione della Crimea, le atrocità dell’esercito russo in Siria. Nonché la campagna di disiformazione e gli attacchi informatici ordinati in prima persona da Putin per influenzare le elezioni americane e minare la fede del popolo nel processo democratico americano.

Infine, la pubblicazione ha accusato la Russia di vendere armi ai talebani e petrolio alla Corea del Nord, come della manipolazione da parte di Putin dei risultati delle prossime elezioni russe a suo favore.

“Reagan nel 1983 aveva detto di non ignorare i fatti della storia e gli impulsi aggressivi dell’impero del male… e 35 anni dopo queste parole meritano nuovamente attenzione”, conclude USA Today.

via Sputnik